Skip to content
from the October 2015 issue

From Senza Polvere Senza Peso

Adesso fa notte - fa preghiera.
Apre le serrature del silenzio
fa apparire la mappa siderale
e ci inginocchia per quello spazio 
immenso
fra qui e l'orlo
del cominciamento
quando le spine dorsali
stanno tutte stese.

***

Guardo da basso le navi
Uno spargimento di luce
slarga la visione all’occhio.
Sorgono altre navi lontano
cariche di doni. Siamo affacciati 
sul palpito di scogli sulle pendici
estreme della terra. Di là raccolgono
coralli e perle, invocano divinità
femmina e spargono fiori.
Dentro imperi di nettare e sapienza
cadiamo a picco.
Soave ancora, soave e piano 
tutto il cielo va al chiaro.

***

Volevo uccidere il serpente
mi ha fermato la mano uno stupore
di lingua levata come un’offesa.
E’ caduta la pietra rotolando
sul mio passo all’indietro
tutto il cielo ha corso più forte.

***

Negoziavano il marcio dell’impero
Dicevano parole agghiaccianti. Si poteva solo
stare li. Nel piccolo incubo o nell’incubo vero.
Stare chiusi al sangue, non volare.

Allora il mondo e tutto carbone e cenere
i miei tegami non servono alla fame.

***

Un frutto è sempre un bacio dentro l’altare del seme 
e giugno ride e ride. Più di febbraio e maggio 
si fa sostanza. Per questo il ramo ha dormito. 

Read more from the October 2015 issue
Like what you read? Help WWB bring you the best new writing from around the world.