Skip to content
Words Without Borders is an inaugural Whiting Literary Magazine Prize winner!
from the September 2016 issue

Vado via Europa

Vado via Europa, vecchia puttana viziata.

I tuoi ruderi non mi incantano più,
i tuoi specchi e i tuoi abissi hanno ingannato il mio esilio,
ferito il mio mesto corpo dell’Est
davanti ai falsi altari impietriti.

Addio Europa di muri, voci annegate e tombe d’acqua.

La mia patria castrata mi ha costretto ad andare via,
i tuoi santi eunuchi mi hanno abbandonato sotto la pioggia,
come straniero.

Domani, di buon'ora,
partirò con la prima nave del Tirreno,
dal porto del Circeo,
accompagnato dai canti mortali delle Sirene,
verso la Croce del Sud
senza voltarmi indietro.

Nei deserti lontani m’aspettano viandanti sconosciuti,
guerrieri di tribù antiche, danzatrici del ventre;
ruberò fanciulle dalle corti dei re di confini,
come Halìl di Jutbìna delle Bjeshkëve të Nëmuna,[1]
per donarle in sposa al mio signore
e dare vita ad una nuova stirpe.

Incendierò le vecchie lingue arrugginite,
mi scrollerò di dosso identità, cittadinanze e patrie matrigne;
voglio trascorrere i miei anni in prigione,
lontano dai miei libri,
con banditi onesti e fuorilegge.

Addio Europa del sangue versato in nome dei confini assassini
e delle bandiere insanguinate.

Domani, di buon’ora,
partirò con la prima nave del Tirreno,
dal porto del Circeo,
accompagnato dai canti mortali delle Sirene,
verso la Croce del Sud.

 

[1] Halìl: personaggio leggendario dell’epos albanese; Jutbìna: territorio di confine tra l’Albania e l’ex Jugoslavia; Bjeshkët e Nëmuna: le Montagne Maledette, così vengono chiamate le Alpi albanesi del nord.

 

Read more from the September 2016 issue
Like what you read? Help WWB bring you the best new writing from around the world.